Lady Merkel e Lady Spread. La coppia che ha scalzato il Cav.

"In riferimento ad alcune indiscrezioni di stampa si precisa che nella telefonata del 20 ottobre 2011 al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il cancelliere della Repubblica federale tedesca, Angela Merkel, non pose alcuna questione di politica interna italiana". E' quanto precisa una nota del Quirinale sulla notizia uscita questa mattina in una pagina del quotidiano americano Wall Street Journal.
16 AGO 20
Immagine di Lady Merkel e Lady Spread. La coppia che ha scalzato il Cav.
"In riferimento ad alcune indiscrezioni di stampa, internazionale e italiana, si precisa che nella telefonata, niente affatto segreta, del 20 ottobre 2011, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il cancelliere della Repubblica federale tedesca, Angela Merkel, non pose alcuna questione di politica interna italiana, né tanto meno avanzò alcuna richiesta di 'cambiare il premier'". E' quanto precisa una nota del Quirinale sulla notizia uscita questa mattina in una pagina del quotidiano americano Wall Street Journal.
Il corrispondente da Berlino del Wsj, Marcus Walker, scrive:
Una fredda sera d’ottobre, nella sua austera cancelleria, Angela Merkel fece una telefonata riservata a Roma, per salvare l’euro. Due anni dopo lo scoppio della crisi del debito nella piccola Grecia, era successo l’impensabile: gli investitori stavano scappando dal debito pubblico dell’Italia, una delle più grandi economie del mondo. Se le vendite non si fossero fermate l’Italia sarebbe precipitata, portando con sé la moneta comune europea. [parte della traduzione è leggibile sul Post].
Secondo il Quirinale, però, "la conversazione ebbe per oggetto soltanto le misure prese e da prendere per la riduzione del deficit, in difesa dell'euro e in materia di riforme strutturali".
Sulle presunte colpe di Napolitano nella nascita del governo tecnocratico Giuliano Ferrara ha scritto: "Il capo dello stato è stato bravo, responsabile, non ha affondato come avrebbe potuto il governo Berlusconi, anzi lo ha sostenuto; il suo controcanto severo ma rigoroso nel puntellare l’equilibrio politico uscito dal voto gli ha guadagnato insulti dalla parte più faziosa della sinistra, e dagli scalfariani che mal lo hanno sopportato, dissimulando" [continua a leggere] E poi: "Prendersela con Napolitano è vile e riprovevole. Lo si può e lo si deve criticare, ma il cedimento non è stato suo".
Del resto, tutti gli attriti noti e meno noti tra Merkel e Berlusconi (Tobin tax, energia e gasdotti, moneta e Bce) il Foglio li aveva già raccontati nel giugno 2010 [continua a leggere] per poi arrivare al febbraio 2011 con le indiscrezioni su un patto Roma-Berlino: segnali di intesa tra Berlusconi e la Merkel c'erano stati sia sul piano per la competitività e che sulla crescita dell’Europa [continua a leggere]. Si è arrivati poi all'ottobre di quest'anno, con le famose risate durante la conferenza stampa e la risposta dell'allora premier Berlusconi: "Nessuno può darci lezioni in Europa, nessun 'commissario'" [continua a leggere].